I gatti bicolore non appartengono ad una razza specifica e come vedremo più avanti esistono varie razze che possono presentare esemplari bicolore. Infatti quando si parla di gatto bianco e nero si fa riferimento solo ad una precisa colorazione del mantello, che a seconda delle proporzioni fra parti bianche e nere assume una particolare denominazione.
Gatto Silvestro è il rappresentante dei gatti Tuxedo, la cui particolarità è il disegno del mantello che ricorda uno smoking: corpo nero accompagnato da petto, pancia e soffici zampine completamente bianchi.
La colorazione del mantello binco e nero, così come per gli altri colori, è dovuta a motivi genetici e la distribuzione e la forma delle chiazze bianche e nere assumono denominazioni differenti, ad esempio parleremo di Tuxedo quando il disegno del manto ricorda uno smoking, o di Harlequin se il nostro micio sarà bianco con macchie nere sparse a caso e con la coda nera.
Ma che sia un gatto tartarugato o un gatto maculato, il gatto bianco e nero ti ruberà il cuore!
Gatto bianco e nero: storia




La presenza del gatto bicolore risale già all’epoca egizia quando esemplari bianchi e neri, forse ritenuti di buon auspicio per il loro caratteristico mantello così diverso dai comuni tigrati, venivano tumulati insieme ai faraoni e ai cittadini di alto rango.
Nell’antica Roma erano utilizzati come animali domestici per la loro raffinata bellezza e per cacciare i topi dalle abitazioni.
Oggi quando parliamo di gatti bianchi e neri, sappiamo che la loro particolare bellezza appartiene non solo al Gatto Europeo, ma che questo pattern di mantello può essere sfoggiato anche da felini col pedigree.

Alcune delle razze più comuni potrebbero essere ad esempio: il gatto delle foreste norvegesi, il Main Coon, il Scottish Fold e molti altri ancora che hanno in comune i geni che determinano il tipo di manto di colore bianco e nero.
I cosiddetti gatti in smoking hanno fondamentalmente in comune il gene del colore nero con eventuali macchie bianche.



Certo, questi gatti con lo smoking esistono da tantissimo tempo, ma hanno raggiunto il picco della popolarità grazie al gatto Felix, che è stato creato all’epoca del cinema muto, intorno agli anni ‘20. Un altro personaggio dei cartoni animati davvero molto popolare, e che condivide con Felix lo stesso colore del pelo, è il simpaticissimo gatto Silvestro dei Looney Tunes.
Se per alcune pezzature di mantello c’è una prevalenza di genere maschile o femminile (come nel caso dei gatti calico, quasi esclusivamente femmine), nei gatti bianchi e neri ciò non accade. Possiamo trovare tanti maschietti quanto tante femminucce.
Sono davvero molto comuni, e se stai pensando di allargare la famiglia con un bel micione in smoking, ti consigliamo di visitare il gattile della tua città. Sicuramente ci saranno tanti esemplari bianchi e neri che aspettano di essere adottati!
Tipi di gatti di colore bianco e nero

I gatti bianchi e neri sono frutto di un disegno… genetico. Infatti dal punto di vista biologico, il mantello bianco e nero o bicolore in generale, si può spiegare facendo riferimento alla genetica.
Secondo la teoria più accreditata, la presenza delle macchie bianche sul mantello è legata ad un gene detto “Spotting”(a macchie pezzate) che va a mascherare in quelle zone l’espressione dei geni Orange (responsabile della colorazione rossa) e Black (responsabile della colorazione nera).
Questo gene agisce già durante lo sviluppo embrionale, impedendo alle cellule che generano il pigmento di raggiungere la loro posizione. Se sulle aree dove il gene agisce è presente del pelo, questo risulterà bianco. Se invece c’è pelle, questa viene depigmentata a rosa.
CURIOSITÀ
La quantità e la localizzazione delle macchie dei figli a partire da quella dei genitori è al momento non prevedibile, in quanto la distribuzione delle macchie bianche e delle aree nere varia da gatto a gatto, per questo non esiste mai un gatto bianco e nero uguale ad un altro.
Generalmente nei gatti bianchi e neri, il bianco è su
- pancia
- zampe
- petto
Tuttavia ci sono anche esemplari con il colore del pelo a metà (metà del corpo è bianca l’altra metà è nera) o arlecchino (con meno della metà del corpo che è nero, il resto è bianco).
Razze di gatti bianchi e neri

Come accennato precedentemente sono diverse le razze che presentano esemplari bianchi e neri.
1. British Shorthair

Come suggerisce il nome, il British Shorthair è un gatto molto popolare in Inghilterra, dove viene più comunemente allevato nella sua variante “blu”. Tuttavia esistono anche esemplari a pelo bianco e nero.
Originariamente allevati per tenere a bada i roditori nelle case e nelle fattorie, i mici Shorthair hanno un mantello fitto e denso che li tiene al caldo durante le giornate di freddo e pioggia, tipiche dell’Inghilterra.
Hanno una personalità dolce e affettuosa, e vanno d’accordo con i cani e persino con i bambini. Sono quindi adatti alla vita familiare dove possono ricevere molte attenzioni.
2. Cymric

I Cymric sono spesso considerati una versione a pelo lungo del gatto Manx, e proprio come loro possono essere senza coda.
Se si presentano senza coda, vengono chiamati “rumpy”, mentre se ne hanno solo un moncone vengono chiamati “stumpy”.
La mancanza della coda è il risultato di una mutazione genetica. Caratteristica predominante, al punto da conferirle il nome: “Manx” da l’Isola di Man, la remota isola dove sono stati allevati.
Questi gatti bianchi e neri sono coinquilini gentili. Non amano stare da soli, quindi sono più adatti a chi non trascorre troppo tempo fuori casa.
3. Maine Coon

È una delle razze di gatti più grandi del mondo e i suoi esemplari si fanno apprezzare per un’innata dolcezza.
I Maine Coon hanno solitamente una pelliccia maculata a pelo lungo e fitto che fa aumentare le loro dimensioni, ma si possono trovare in una gran varietà di colori e motivi del mantello, incluso il bianco e nero.
In genere vanno d’accordo con tutti i membri della famiglia, compresi bambini e cani, e sono leali e affettuosi senza essere eccessivamente appiccicosi.
Sono noti per essere infallibili e abilissimi cacciatori di topi.
4. Munchkin

La razza Munchkin prende il nome dalle sue zampe più corte della media, risultato di una mutazione genetica naturale.
Non solo bianchi e neri ma in tante altre varietà di colori, certo è che con quel nero sulle zampine corte sono davvero buffi. Ricordano un po’ dei pantaloni alla turca!
Questi piccoli gattini sono noti per essere cordiali, divertenti ed estroversi.
Forse solo un po’ meno agili di altri… A causa delle loro zampe corte, possono aver bisogno di un piccolo aiuto quando si tratta di arrivare in punti che sono più difficili da raggiungere.
5. Bobtail Giapponese

Il Bobtail Giapponese non è proprio giapponese d’origine ma è molto diffuso in quel Paese: è praticamente il “gatto nazionale”.
Ha una coda estremamente corta e per questo viene chiamato anche “gatto con la coda a crisantemo”, fiore ufficiale del Giappone nonché simbolo della casa imperiale.
Più comunemente presenti in una miscela di nero, rosso e bianco (considerato un colore fortunato), possono anche essere bianchi e neri.
6. Gatto della foresta siberiana

I gatti siberiani hanno un triplo mantello molto denso a pelo lungo. Ne avevano bisogno per sopravvivere nelle gelide e desolate regioni subartiche della Russia da cui hanno origine.
Al giorno d’oggi, la razza sta diventando sempre più popolare in molte parti del mondo. I suoi esemplari hanno una personalità affettuosa e giocherellona: hanno bisogno di molto coinvolgimento per evitare che si annoino.
A causa delle loro grandi dimensioni e dell’amore per la natura, sono poco adatti a una vita esclusivamente di appartamento.
Il mantello è in genere marrone, ma può anche essere in un’ampia varietà cromatica incluso il bianco e nero.
7. Persiano

Chi non conosce il Gatto Persiano? Impossibile confonderlo con altri esemplari a pelo lungo. Il muso schiacciato, gli occhi grandi e vividi e la caratteristica espressione imbronciata sono tratti assolutamente distintivi.
La popolarità dei Persiani è dovuta anche al loro temperamento mite e ben disposto nei confronti di tutti i membri della famiglia.
Il loro pelo lungo e lucente richiede cure quotidiane. Può facilmente aggrovigliarsi e diventare ingestibile se viene trascurato.
Certo, il Persiano bianco sarà anche il più fotografato (è pure testimonial di una famosa marca di cibo per gatti) ma la razza prevede numerose colorazioni e combinazioni, fra cui il mantello bianco e nero.
Gatto bianco e nero carattere

Prima di accogliere in casa un animale è più che giusto informarsi sul tipo di carattere e le esigenze di quella particolare razza.
Ma in questo caso è difficile, se non impossibile, definire dei tratti caratteriali perché la colorazione non influisce sulla personalità di un gatto.
Se il tuo nuovo micio bianco e nero è un gatto europeo, potrebbe essere più indipendente, curioso, a maggior ragione se adottato dalla strada. Potrebbe volerci un po’ di tempo prima di conquistare la sua fiducia, ma coccole, cibo e amore possono rapidamente sciogliere ogni reticenza e trasformare un micino timoroso in un compagno affezionato.
E se invece si tratta di un gatto di razza, l’allevamento saprà darti informazioni più precise sia sulle esigenze che sul carattere, che dipendono dalla genetica e sono strettamente correlate ai genitori del micetto.
In qualsiasi caso, ci sono aspetti che andranno ben considerati prima di decidere di prendere un gatto. Vediamoli insieme.
La salute

Per quanto riguarda la salute, i gatti bianchi e neri possono essere soggetti alle stesse patologie che colpiscono i gatti europei o gli esemplari della razza di gatti di appartenenza.
Il colore del pelo non ha nessuna correlazione sull’eventuale predisposizione a patologie.
Importante quindi attenersi a una corretta profilassi con vaccini, visite veterinarie regolari e un’attenta ispezione della cute, dell’interno delle orecchie e dei denti, per accorgersi tempestivamente di anomalie o parassiti.
L’alimentazione

Anche per quanto riguarda l’alimentazione non ci sono linee guida specifiche per la colorazione: tutto dipende dalla razza di partenza.
Ci sono tuttavia dei consigli generali che è bene seguire per avere un felino ben nutrito.
La prima cosa è capire che tipo di cibo dargli fra umido, secco, una combinazione dei due o un’alimentazione naturale. Attenzione, sebbene sia nettamente migliore, l’alimentazione 100% naturale non è la più semplice, e di certo non significa “avanzi”.
Nel caso degli alimenti commerciali, ti consigliamo di imparare a leggere bene l’etichetta per verificare che (o sarebbe meglio dire “se”) quel costosissimo cibo famoso è davvero buono o contiene ingredienti non propriamente di qualità.
Per la scelta fra umido e secco, invece, puoi decidere in base alle tue preferenze. Se passi molte ore fuori casa, lasciare l’umido nel piattino potrebbe non essere una buona idea. Si ossida rapidamente e attrae insetti. Le crocchette invece hanno una migliore durata.
Per qualsiasi dubbio, meglio rivolgersi al proprio veterinario che potrà suggerire la dieta più adeguata per il micio, secondo l’età, la razza, eventuali patologie e il suo livello di attività.
L’elemento più importante nella dieta di un gatto è senza ombra di dubbio la carne. I felini non possono sopravvivere assumendo soltanto verdure. La carne infatti fornisce le proteine necessarie a creare uno stato di salute adeguato.
Un altro aspetto da considerare con il veterinario è se lasciare sempre a disposizione il cibo oppure se sia meglio ritirare le ciotole al termine del pasto, stabilendo degli orari standard.
Questa scelta è particolarmente importante nei gatti tendenti all’obesità o con problemi di digestione.
I gatti sono animali molto abitudinari, e anomalie alla routine devono sempre essere tenute d’occhio. Ad esempio, se il gatto salta il pasto o rifiuta il cibo, potrebbe essere un segnale d’allarme.
La cura
Come ci si prende cura di un gatto bianco e nero? Beh, un po’ dipende dalla razza, se è un gatto di razza, e un po’ invece è semplice buona norma.
Alcuni, come il Norvegese delle Foreste, hanno un forte istinto predatorio e apprezzeranno la possibilità di poter uscire in giardino a fare il loro “lavoro da gatti”. Ad altri potrebbe bastare un balcone (messo in sicurezza) o guardare solo fuori dalla finestra chiusa.
Nel caso in cui il micio abbia accesso all’esterno di casa, sarà fondamentale evitare che possa arrivare a strade trafficate o zone pericolose.
Ai gatti, si sa, piace molto farsi le unghie sul cartone e saltare. Certe razze hanno l’istinto di posizionarsi in punti sopraelevati per guadagnare un punto d’osservazione su tutto “il territorio” (ovvero la stanza) ed essere pronti a intervenire in caso di pericolo.
Un albero tiragraffi, abbondanza di giochi e magari una parete attrezzata dove può arrampicarsi possono essere degli arricchimenti ambientali molto utili a stimolare gli istinti naturali del nostro felino domestico.
La toelettatura

I gatti sono animali estremamente puliti. Si leccano continuamente il pelo ma, in base alla razza, anche i proprietari devono fare la loro parte e spazzolarli regolarmente. In particolare chi ha gatti a pelo lungo dove l’incuria, mista a polvere e sporcizia, possono creare nodi nel sottopelo molto dolorosi per il micio.
Pulirlo con una certa costanza, manterrà il suo pelo lucido e splendente, inoltre lo aiuterà a liberarsi del pelo morto che, diversamente, verrebbe leccato finendo nell’intestino creando i famosi boli di pelo.
Per l’igiene orale ci sono alcune possibili opzioni:
- snack dentali
- dentifricio (spray o con apposito spazzolino)
- veterinario
Per quanto sia un aspetto sottovalutato, una buona prevenzione evita costosi interventi dal veterinario. Il cibo secco e gli snack dentali aiutano a eliminare i residui fra i denti, mentre i dentifrici mantengono un corretto equilibrio della flora batterica nel cavo orale.
E il veterinario? Snack e dentifricio rimpiazzano le visite?
Eh no, perché con il tempo (e in base all’alimentazione scelta) si possono formare accumuli di tartaro che infiammano la gengiva e potrebbero sfociare in infezioni. Servirà il veterinario per fare la pulizia (detartrasi) e, quando necessario, curare ascessi o togliere denti dolenti.
Più il micio avanza con l’età e più le visite dovranno essere frequenti.
I gatti devono fare il bagno?
In genere no, ma se esce all’aperto e torna a casa particolarmente sporco, un bagnetto non guasta.
L’importante è usare prodotti specifici per gatto (non per cane, non per neonati, non per uomini e – non so perché dobbiamo specificarlo ma ci è stato chiesto – neanche per piatti…). Ci sono shampoo classici o a secco, nel caso di mici un po’ idrofobi.
Le salviettine umidificate possono fare da alternativa se la sporcizia è solo superficiale.
Per intenderci: si è rotolato nel fango? Meglio un bagnetto. Ha raccolto tutta la polvere da sotto un mobile? Le salviette e la spazzola sono sufficienti.
Gatto bianco e nero carattere
I gatti bianchi e neri c’erano già nell’Antico Egitto, la convivenza con l’uomo per loro non è certo una novità. Ma possiamo definire il carattere di un gatto dal colore del suo mantello? Probabilmente no, sarebbe come definire noi dal colore naturale dei nostri capelli.
E allora potremo trovare gatti con una natura curiosa, sempre pronti a esplorare ogni angolo della casa o del territorio circostante, oppure dei grandi poltroni che preferiscono trascorrere il tempo a farsi servire dai loro umani.
In genere l’indole felina è portata al gioco. Soprattutto quando sono giovani. Ma anche in età avanzata si ritagliano qualche decina di minuti per giocare da soli o in compagnia.
E quando non si gioca o si esplora il territorio, si dorme pesante. A volte anche sonoramente, in particolare nei gatti brachicefali, quelli che hanno il muso schiacciato e quindi più inclini a “russare”.
Una serie di cucce classiche o iglù, che riparino da sguardi indiscreti, sono l’ideale per fornire al predatore dei luoghi comodi in cui sonnecchiare.
Durata media della vita del gatto bianco e nero
I gatti bianchi e neri possono essere comuni europei o appartenenti a razze pregiate, avere la coda o essere senza coda, essere molto alti e slanciati o con le gambette tozze come un bassotto.
Molti gatti bianchi e neri con il muso prevalentemente nero hanno gli occhi verdi.
I gatti “con lo smoking” sono noti per essere dei furbacchioni. Potrebbe essere una diceria legata ai protagonisti dei cartoni animati… anche se molti proprietari confermano questa particolarità.
La vita media dei gatti che possono avere il manto bianco e nero è piuttosto lunga, fino a 15 anni d’età e oltre.
Molti personaggi famosi del passato hanno avuto un gatto bianco e nero, tra questi ad esempio: Isaac Newton, William Shakespeare e Ludwig van Beethoven.
Quasi il 70% dei gatti che sono stati ritrovati all’interno delle tombe egizie pare fossero bianchi e neri.
Esiste una leggenda celtica che narra la nascita dei gatti bianchi e neri da una gatta nera di nome Buigh la quale per raggiungere il suo umano morto durante una tempesta in mare ,stanca nel cercarlo, implorò al mare di portarla con se. Ma il mare decise di non togliere al mondo un’anima così pura e decise di dare un dono a Buigh, la quale si risvegliò tra le braccia del suo umano, portando sul mantello il ricordo della schiuma delle onde.
Domande frequenti
🐱 Che tipo di gatto è un gatto bianco e nero?
I gatti bianchi e neri, non appartengono a una razza specifica, è solo una caratteristica del mantello.
🐱 Quanto costa un gatto bianco e nero?
Il prezzo di un gatto bianco e nero dipende esclusivamente dalla specifica della razza. Ci sono tanti gatti europei nei gattili che non costano nulla, se invece cerchi un gatto con pedigree, allora possono arrivare a costare centinaia di euro, anche migliaia.
🐱 I gatti bianchi e neri sono rari?
No, i gatti bianchi e neri non sono rari anzi sono fra i più diffusi e apprezzati. In alcuni casi sono diventati la razza “speciale” di un Paese, come il Bobtail giapponese o il Cymric, che deriva dal Manx dell’Isola di Man.
🐱 Tutti i gatti in bianco e nero hanno lo smoking?
Il disegno a “smoking” del pelo è propria dei mici Tuxedo. Dalla forma e dalla localizzazione delle macchie bianche la colorazione del mantello assumerà delle denominazioni diverse. Alcuni potrebbero essere più neri, altri più bianchi, altri pezzati e altri ancora tartarugati. Chi lo sa.
Conclusioni
C’è chi è convinto che i gatti bianchi e neri appartengano a una razza specifica.
In realtà il bianco e nero è solo una variante genetica tra i tanti colori che possono assumere i gatti, pertanto è una prerogativa comune a molte razze.
Le uniche particolarità, se vogliamo, è che molti gatti famosi dei fumetti, dei cartoons e della TV sono bianchi e neri, come Felix o Gatto Silvestro dei Looney Toons. Il perché è presto detto: prima dell’avvento del colore in tv tutto era rappresentato in bianco e nero!