Furetto dell’artico: le caratteristiche dell’ermellino

Faccia da orsetto e occhietti vispi, zampe corte corte e corpo lungo lungo.

Ha posato per artisti del calibro di Leonardo da Vinci ed è stato scelto come simbolo per la coniazione di una moneta d’argento italiana del XV secolo.

Stiamo parlando dell’ermellino, il furetto dell’artico!

Non si tratta di un animale domestico, ma di un piccolo mustelide selvatico che pare una via di mezzo tra un furetto bianco e un cartone animato.

Scheda della specie: 

Vita media in natura: 4 – 6 anni
Peso medio: 250 gr
Lunghezza del corpo: 22 – 32 cm
Colorazioni: bruno / bianco

Nome scientifico dell’ermellino

Il nome scientifico dell’ermellino è Mustela erminea

Appartenente alla famiglia dei sopracitati mustelidi (animali carnivori caniformi a cui sono ascritte anche lontre, tassi e puzzole), questo simpatico e minuto mammifero oblungo trova le sue origini nel continente asiatico, più precisamente nel Caucaso. 

Non a caso, la seconda parola che compone il suo nome è una più moderna francesizzazione di armeninus, un vocabolo di origine latina che significa letteralmente “(topo) dell’Armenia”.

Esiste una variante del suo nome, ovvero armellino, che indica nello specifico una pelliccia bianca moscata di nero realizzata con il manto di queste creature, un vero e proprio status symbol per re e imperatori, che con essa foderavano magnificenti colletti e lussuosi mantelli nell’antichità.

Proprio questo simbolo nobiliare ha dato vita a uno smalto araldico che porta lo stesso appellativo.

Aspetto dell’ermellino

Aspetto-dellermellino
Foto di Trond Giæver Myhre da Pixabay

Lungo all’incirca dai 30 ai 45 cm dalla punta del naso ai peletti neri della coda, presenta una caratteristica comune a quasi tutti i componenti della famiglia dei mustelidi, ovvero una colonna vertebrale estremamente flessibile, con un corpo snello dalle zampette corte, un collo allungato e un cranio proporzionalmente più largo.

L’ermellino si contraddistingue per una particolarità fisica riguardante specificamente la sua tanto bella quanto (ahimè!) ricercata pelliccia.

Durante i mesi più caldi la si può osservare assumere una tonalità bruno-castana sul dorso e bianca sul ventre e sul torace, mentre nei mesi invernali si infoltisce e anche la parte superiore diventa di un candido color bianco che va ad uniformarsi alla parte inferiore, rendendolo un campione di mimetizzazione in mezzo alla neve.

Soltanto sulla punta della coda permane un ciuffo terminale di peli neri a prescindere dalla stagione in corso.

La bellezza e la morbidezza del suo manto (soprattutto nella sua variante bianca) sono costate molto care all’ermellino, diventato da tempi immemori bersaglio dell’industria della moda e della pellicceria che hanno scatenato una caccia su una scala talmente vasta da ridurne drasticamente e pericolosamente il numero.

È un animale davvero esile.

Un esemplare maschio adulto può arrivare a pesare appena 500 grammi.

Il dimorfismo sessuale è molto evidente, proprio per via della grandezza dei maschi rispetto alle femmine che rimangono piccolissime.

Comportamento dell’ermellino

  • Socialità e territorio:

L’ermellino è un animaletto davvero molto territoriale, pressoché schivo e solitario.

L’estensione del territorio di un singolo individuo è molto vasta e aumenta col passare dell’età. 

Un esemplare più anziano potrebbe arrivare a possedere un’area fino a cinquanta volte più grande di un giovane adulto che viene considerato gerarchicamente inferiore. 

Solitamente mal sopporta la presenza di altri ermellini nella sua giurisdizione.

Maschi e femmine possono avere tane vicine tra loro, soprattutto nelle stagioni di accoppiamento, ma non condividono mai i propri rifugi.

  • Personalità:

È molto attivo sia durante il giorno che durante la notte e, per via del suo animo profondamente curioso, è tra i carnivori più osservabili nel suo ambiente naturale. 

Lo si può vedere correre per rifugiarsi al minimo rumore, ma ecco che pochi secondi dopo torna a farsi vedere uscendo allo scoperto spinto dalla curiosità.

Possiede anche un’elevata dose di scaltrezza e sa essere spietato.

  • Istinto predatorio:

L’istinto di caccia è così sviluppato che potrebbe arrivare ad uccidere altri animali senza una vera e propria necessità legata alla fame.

Nonostante le dimensioni ridotte è innegabile che sia uno scricciolo dal grande coraggio e assolutamente non timoroso.

La sua leggerezza unita ad un’estrema agilità, gli consente di scattare velocemente balzando sulle prede, di divincolarsi dagli attacchi dei predatori, di infilarsi nelle fessure più strette e di arrampicarsi sugli alberi con pochissimo sforzo e grande maestria.

L’insieme di tutte queste caratteristiche fisiche, fa di questo furetto selvatico un eccellente cacciatore e un avversario micidiale.

Habitat dell’ermellino

Habitat-dellermellino
Foto di Alexander Ratov da Pixabay
  • Zona d’origine:

La distribuzione del nostro peloso protagonista è molto ampia nell’emisfero settentrionale di Nord America, Europa e Asia, dalle regioni più temperate a quelle artiche.

Verso la fine del 1800, venne introdotto in alcune zone della Nuova Zelanda come rimedio alla sovrappopolazione dei conigli, ma non ci volle molto perché gli studiosi neozelandesi si accorgessero che questo piccoletto in realtà costituiva una seria minaccia all’avifauna locale.

Nel giro di pochi anni l’ermellino venne considerato una specie pericolosamente invasiva, tanto da meritarsi l’ingresso nella “100 tra le peggiori specie alloctone invasive al mondo” stilato dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).

  • Habitat:

In Italia lo si può incontrare in un areale frammentato e solo ed unicamente sull’arco alpino, dal fondovalle fino ai 3000 m di quota. 

Predilige le zone boschive, ma è un tipetto molto adattabile e non disdegna brughiere, praterie e addirittura pietraie.

  • Tana:

È raro che si costruisca una tana da zero, è invece molto più probabile che finisca per occupare vecchie dimore sotterranee abbandonate dai conigli, oppure nidi d’uccello ormai vuoti all’interno di tronchi. 

Spesso le tane che occupa sono quelle delle sue stesse prede.

Di quando in quando sfrutta gli incavi naturali che si creano tra le radici di un albero.

Inoltre ha la tendenza ad occupare più di una tana in modo da avere un “piano B” nel caso una di queste venisse compromessa.

Insomma, sarà anche un po’ opportunista e svogliato quando si tratta di costruirsi una casa, ma non è di certo uno sprovveduto.

Dieta dell’ermellino, che cosa mangia?

La dieta dell’ermellino è completamente a base di carne, ma in caso di grave scarsità di cibo di origine animale potrebbe arrivare a consumare carogne di animali morti o addirittura qualche snack vegetariano come ad esempio delle bacche o delle uova, a costo di ritrovarsi con un intestino fortemente irritato.

Le sue prede favorite sono per lo più:

  • Conigli e lepri
  • Arvicole
  • Topi
  • Piccoli uccelli
  • Rettili e invertebrati

Potrà sembrarti strana la presenza di conigli e lepri nel menu che abbiamo stilato, dato che si tratta di animali decisamente più grandi di un mini-furetto.

In realtà l’elevata abilità venatoria, i denti incredibilmente affilati e il suo corpo agile e scattante, fanno di lui un temibilissimo predatore e gli consentono di cacciare senza difficoltà animali fino a cinque o sei volte più grandi di lui!

Non farti ingannare dal suo aspetto dolce, l’ermellino riesce ad essere molto aggressivo e determinato quando si tratta di procacciarsi la cena.

Dotato di un senso dell’olfatto altamente sviluppato, segue le tracce odorose delle sue prede per poi addentarle d’improvviso al collo o alla base della nuca, serrando le piccole e letali fauci fino al sopraggiungimento della morte del povero malcapitato.

Il pasto potrebbe essere consumato subito, oppure potrebbe essere trasportato in una delle tane dove costituirà una riserva di cibo d’emergenza.

Per potersi sostentare adeguatamente (tenendo conto che si tratta di un animale decisamente molto energico), l’ermellino necessita di consumare una quantità di cibo pari al 40% del suo peso complessivo e ha bisogno di nutrirsi ogni quattro ore circa.

Il ritmo di assunzione del cibo varia in base alla stagione: in estate l’attività è per lo più prettamente diurna in relazione ai grandi spostamenti e alla stagione degli accoppiamenti, mentre in inverno si svolge di notte ed è decisamente più ridotta rispetto alla stagione calda.

Le battute di caccia possono farlo allontanare di svariati chilometri dal suo territorio originale e giornalmente effettua grandi tragitti in cerca di zone più ricche di prede.

Predatori e pericoli per l’ermellino

Per quanto possa essere carino all’inverosimile e al contempo incredibilmente feroce quando serve, anche l’ermellino ha i suoi nemici!

  • Predatori naturali: volpi, gatti selvatici, aquile e gufi sono i suoi predatori naturali. 
  • Caccia: l’uomo è il secondo principale antagonista dell’ermellino, che lo caccia per via della sua suadente pelliccia molto richiesta nella fashion industry.

Altre problematiche tutt’altro che sottovalutabili e che costituiscono un rischio alla vita dell’ermellino, sono: 

  • la fame dovuta alla scarsità di prede durante i mesi invernali 
  • l’attraversamento delle strade, sulle quali tantissimi animali selvatici rischiano l’investimento

Non bisogna dimenticare i pericoli alla salute.

Il nostro beniamino non è a prova di parassiti, sia esterni come pulci e zecche, sia interni dati proprio dal consumo di carne cruda.

Riproduzione, cuccioli e longevità dell’ermellino

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Foto di Karlskrona da Pixabay
  • Riproduzione:

La stagione degli amori arriva in primavera e si protrae per tutta l’estate.

E qui apriamo una parentesi assai curiosa sulla riproduzione del nostro piccolo amico!

Qualora la femmina rimanesse gravida nei mesi primaverili la gestazione durerà un paio di mesi, ma se rimanesse incinta nei mesi estivi essa diventerebbe assai più lunga, dagli 8 ai 12 mesi!

Nel secondo caso, trascorse due settimane dalla fecondazione si innesca un periodo di quiescenza, ovvero un completo e totale arresto della crescita dell’ovocita fecondato che può durare fino a parecchi mesi.

Successivamente l’embrione procede con uno sviluppo normale.

Questa stranezza opera di Madre Natura, avviene affinché si possa garantire ai cuccioli il periodo migliore in cui nascere e crescere, ovvero la stagione calda che è sinonimo di abbondanza di cibo.

  • Cuccioli:

Mamma ermellino può partorire fino a sei neonati e non è affatto selettiva riguardo al giaciglio per dare alla luce i suoi cuccioli (e che spesso non coincide con una delle sue tane).

Potrebbe scegliere una fenditura nella roccia, una cavità nel terreno, una catasta di legna, oppure angoli nascosti di case o malghe abbandonate, l’importante è che sia un luogo difficilmente raggiungibile e ben protetto.

I neonati sono microscopici, ricoperti di una leggera peluria bianca e completamente ciechi, e vengono al mondo tra il mese di marzo e quello di maggio.

  • Aspettativa di vita:

In natura l’aspettativa di vita dell’ermellino è di 4 o 6 anni (anche se raramente sopravvive oltre il secondo anno di età), mentre in cattività con una dieta adeguata, una vita priva di predatori o pericoli e cure veterinarie sempre a disposizione il potenziale di longevità potrebbe arrivare a raggiungere o addirittura superare gli 8 anni.

Curiosità

Pare che originariamente il quadro “Dama con Ermellino” non rappresentasse alcun ermellino! Recenti studi hanno evidenziato che la bestiola è stata inserita e in seguito modificata in un secondo momento dallo stesso Da Vinci.

Nonostante sia stato dipinto in moltissime opere del periodo medievale affianco a nobildonne, non era un animale da compagnia e non posava davvero assieme ai soggetti, ma era inserito dal pittore a simboleggiare purezza e castità della fanciulla ritratta.

Sempre nel Medioevo, è diventato l’immagine del cavaliere perfetto e senza macchia, dell’uomo tutto d’un pezzo il cui onore veniva preservato come l’ermellino mantiene immacolato, candido e puro il suo mantello, anche a costo di farsi catturare.

Una leggenda narra che fu l’angelo caduto Lucifero in persona a bruciare con una fiamma infernale la punta della coda dell’ermellino che da quel momento rimase per sempre nera.È stato eletto animale dell’anno 2018 da “Pro Natura”.

Domande frequenti

Gli ermellini sono carnivori, erbivori oppure onnivori?

Come molti altri mustelidi, anche gli ermellini sono carnivori obbligati che predano le proprie vittime in spazi aperti per poi inseguirle fin dentro le loro tane.

Sono soliti cacciare sia durante il giorno che durante la notte.

Dove vivono gli ermellini?

Vivono in climi temperati o freddi in tutto l’arco settentrionale, nonché in alcune regioni a sud dell’equatore dove sono stati introdotti e successivamente riconosciuti come specie invasiva.

Abitano all’interno delle tane delle loro stesse prede e possono essere trovati in diversi habitat, come campi, zone costiere, boschi e frutteti.

Cosa mangiano gli ermellini?

Gli ermellini sono predatori ambiziosi e flessibili, che mangiano tutto ciò che possono cacciare.

Topi e altri roditori costituiscono una sorta di dieta di base come per le donnole, ma gli ermellini possono cibarsi anche di rettili, anfibi e lucertole.

Sono anche noti per abbattere conigli, lepri e altre prede decisamente più grandi e pesanti di loro.

Qual è la differenza tra un ermellino e una donnola?

Ermellini e donnole condividono moltissime caratteristiche simili, tra cui la forma allungata del corpo e la preferenza per i roditori quali fonte primaria di cibo.

Tuttavia gli ermellini sono molto più grandi rispetto alle donnole per massa, lunghezza e dimensione della coda.

Inoltre gli ermellini hanno un’andatura particolare data dal fatto che mantengono la schiena inarcata mentre si muovono creando un effetto simile a un rimbalzo, mentre le donnole si spostano con il corpo dritto e particolarmente adeso al suolo sottostante.

Gli ermellini sono pericolosi?

Gli ermellini non rappresentano una minaccia per gli esseri umani ed è veramente molto improbabile che colpiscano una persona, a patto che non siano messi alle strette.

Gli esemplari malati di rabbia, potrebbero assumere dei comportamenti insolitamente aggressivi, e vanno quindi evitati laddove possibile.

Sono invece molto distruttivi nei confronti dei piccoli animali da fattoria e della fauna locale, specialmente negli habitat dove sono considerati invasivi.

Puoi avere un ermellino come animale domestico?

Gli ermellini sono stati addomesticati in passato, ma non sono una specie da compagnia.

In Italia, dal 1996 il Ministero dell’Ambiente si è pronunciato in merito all’illegalità della detenzione di diverse specie animali considerate selvatiche e potenzialmente pericolose per l’uomo, stilando una lista consultabile online nella quale l’ermellino non figura.

Ma la sua detenzione è fortemente sconsigliata e soprattutto considerata eticamente scorretta!

Qualora ti dovesse capitare di trovare un ermellino in difficoltà contatta immediatamente la stazione più vicina del Corpo Forestale, oppure la Polizia Provinciale.


Fonti

Furetto dell’artico: le caratteristiche dell’ermellino

Faccia da orsetto e occhietti vispi, zampe corte corte e corpo lungo lungo.

Ha posato per artisti del calibro di Leonardo da Vinci ed è stato scelto come simbolo per la coniazione di una moneta d’argento italiana del XV secolo.

Stiamo parlando dell’ermellino, il furetto dell’artico!

Non si tratta di un animale domestico, ma di un piccolo mustelide selvatico che pare una via di mezzo tra un furetto bianco e un cartone animato.

Come addestrare un furetto a non mordere

Non useremo molti giri di parole per dirlo: i furetti hanno denti da carnivoro e possono mordere.

Alcuni mordono di meno, altri mordono di più, ma la cosa certa è che ogni furetto domestico ha la tendenza a usare i denti per comunicare, difendersi, giocare e persino mostrare affetto.

Per addestrare un furetto a non mordere esistono molti metodi, ma bisogna prima individuare le cause che lo portano a serrare le fauci.

Scopriamo insieme i motivi e le soluzioni a questa poco piacevole peculiarità.

L’alimentazione del coniglio 🐰🐰🐰

Il segreto per una vita lunga e in salute è mangiare in modo sano ed equilibrato; tante fibre e pochi grassi.

E i conigli sono l’esempio lampante di questa visione salutista dell’esistenza.