Il furetto dai piedi neri

Vogliamo presentarti un particolare mustelide nativo nord-americano, che indossa una mascherina degna di un supereroe in incognito e dalle corte zampette nere.

Stiamo parlando del furetto dai piedi neri (nome scientifico Mustela nigripes), l’unico furetto originario del Nuovo Mondo, erroneamente dichiarato estinto nel 1979.

Andiamo a scoprire insieme le caratteristiche fisiche e comportamentali di questa creaturina dall’aspetto adorabile, sotto il quale si cela il peggiore degli incubi per un cane della prateria.

Scheda della specie: 

Vita media in natura: 4 anni
Peso medio: 1 kg
Lunghezza del corpo: 50 cm
Colorazione: beige e nero

Descrizione fisica

Come per tanti altri suoi cugini mustelidi (come la lontra, la donnola, l’ermellino e il furetto domestico), questo furetto selvatico mascherato presenta una colonna vertebrale molto lunga ed estremamente flessibile, una testa proporzionalmente più grande rispetto al resto del corpo e delle corte zampe artigliate perfette per scavare.

Altre caratteristiche fisiche distintive sono:

  • Il muso corto
  • Le vibrisse scarse
  • Le orecchie piccole, triangolari e larghe alla base
  • Il collo lungo

I maschi possono raggiungere una lunghezza del corpo pari a mezzo metro, mentre le femmine sono solitamente più piccine del 10%.

Il manto non subisce mutazioni di colore a seconda della stagione come per il furetto dell’artico.

Per tutto l’anno il nostro beniamino sfoggia una livrea di base color giallognolo / beige, mentre la sommità della testa, la punta della coda e le estremità sono di colore nero. 

Distintiva di questa specie, la fascia di peli neri che attraversa la testa in orizzontale colorando il contorno degli occhi e donando al furetto dai piedi neri l’aspetto di un piccolo eroe mascherato.

Habitat e storia

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Foto di PublicDomainImages da Pixabay

Partiamo col dire che si tratta dell’unico furetto autoctono del Nord America.

Originario delle praterie sud canadesi e nord americane (anche se storicamente l’estensione del suo areale partiva dalle zone settentrionali del Messico), si pensa che i suoi antenati preistorici siano arrivati sul continente americano dall’Asia durante il Pleistocene, all’incirca 600 mila anni fa.

Nel corso del XX secolo, il furetto dai piedi neri ha subito un calo demografico talmente grave da portare gli scienziati della fine degli anni settanta a considerarlo ormai estinto.

Alla radice di questo problema e colpevoli trasversali dell’estrema riduzione della sua popolazione, in concomitanza ad un’epidemia di peste selvatica, troviamo gli agricoltori, rei di aver cacciato e decimato (a difesa delle proprie coltivazioni) interi branchi di cani della prateria che costituiscono la fonte primaria di cibo per questo bislungo carnivoro.

Il recupero del furetto dai piedi neri

A seguito della scoperta di un ristrettissimo nucleo di furetti superstiti agli inizi degli anni ottanta, la United States Fishes and Wildlife Service (FWS), dipartimento per la conservazione della fauna selvatica e degli habitat naturali, ha dato inizio ad un programma di riproduzione in cattività.

Tra il 1991 e il 2008 alcuni esemplari di furetto dai piedi neri sono stati reintrodotti in otto stati occidentali e nel nord del Messico, e ad oggi in natura esistono più di 1000 animali adulti (divisi in diciotto popolazioni) nati allo stato selvatico.

La strada è ancora molto lunga, soprattutto dato che dei diciotto gruppi soltanto quattro sono completamente autosufficienti, e che l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) classifica tutt’ora questo mustelide come specie a rischio.

Attualmente la minaccia più preoccupante riguarda la mancanza di un pool genetico adeguatamente grande che possa impedire l’inbreeding, ovvero gli accoppiamenti tra consanguinei che porterebbero ad una diminuzione delle chances di sopravvivenza delle nuove generazioni, creando un vero e proprio vortice di estinzione.

La comunicazione nel furetto dai piedi neri

Il furetto dai piedi neri è un gran chiacchierone.

Vocalizza molto per comunicare.

Il suo verso principale ricorda un vibrante schiamazzo e viene utilizzato soprattutto come segnale di allarme.

In caso di estremo pericolo emette un breve ma deciso e minaccioso soffio, mentre le mamme utilizzano un suono simile ad un lamento per attirare l’attenzione dei propri piccoli e indurli a seguirle.

Cibo e abitudini alimentari

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Foto di Kimberly Fraser da Wikimedia Commons

La nostra superstar è un carnivoro obbligato.

Nell’introduzione lo abbiamo definito un “incubo per un cane della prateria”.

Questo perché oltre il 90% della dieta di questo furetto selvatico è costituita proprio da questi mammiferi roditori molto diffusi nelle brughiere settentrionali dell’America.

Le variazioni sul menù sono un’eccezione, meno rara per gli individui che vivono in Colorado Occidentale, nello Utah, nel Wyoming e nel Montana, dato che in quest’area geografica i cani della prateria vanno in letargo, lasciando il suo predatore numero uno a bocca asciutta per diversi mesi.

Le prede alternative delle quali si ciba, sono:

  • Piccoli roditori
  • Arvicole
  • Lepri montane
  • Uccelli

Gli esemplari reintrodotti in seguito al programma di recupero della specie, hanno inizialmente avuto difficoltà nel procacciarsi il cibo da soli, tanto che gli scienziati hanno dovuto modificare l’approccio sui successivi soggetti nati in cattività, limitando al minimo le interazioni con gli umani e inventando giochi e passatempi utili allo sviluppo del loro istinto venatorio.

Struttura sociale

Altro aspetto relativamente tipico dei mustelidi, riguarda il fatto che a questa creatura piaccia la vita solitaria.

Non ama la compagnia di altri furetti e marca il proprio territorio con urina e feci nella speranza di tenere lontani visitatori non desiderati.

Solo durante la stagione degli accoppiamenti i maschi diventano un po’ più socievoli e accondiscendenti nei confronti delle femmine, mentre queste ultime vivono per qualche tempo in compagnia solo dei propri cuccioli.

Riproduzione e sviluppo

Il furetto dai piedi neri raggiunge la maturità sessuale nel primo anno di vita.

La stagione degli accoppiamenti inizia verso fine gennaio protraendosi fino a giugno, con dei picchi nei mesi di aprile e maggio.

Il periodo di gestazione dura all’incirca una quarantina di giorni, al termine dei quali nascono cucciolate di tre o quattro neonati.

I piccoli sono ciechi, ricoperti da una sottilissima peluria e completamente dipendenti dalla madre, che si occupa di loro fino all’inizio dell’autunno.

Le macchie nere sul loro mantello iniziano a comparire verso la terza settimana e i piccoli aprono gli occhi dopo un mese dalla nascita.

Dopo aver aperto gli occhi, i cuccioli diventano incredibilmente attivi e verso la fine dell’estate la madre li separa, lasciandoli in tane diverse durante il giorno per poi riunirli durante la notte per le lezioni sul campo di caccia.

Una volta imparate le migliori tecniche venatorie che una mamma furetto possa insegnare, i cuccioli diventano completamente indipendenti e cominciano la loro vita solitaria.

Abitudini notturne

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Foto di J.Michael Lockhart da Wikimedia Commons

Si tratta di un predatore notturno.

Trascorre la maggior parte del suo tempo nella propria tana sotterranea, che di solito è il vecchio cunicolo di un cane della prateria che il nostro piccolo cacciatore ha precedentemente predato.

Solitamente trascorre pochissimo tempo in superficie, cacciando alle prime luci dell’alba per poi tornare a nascondersi consumando il cibo che è riuscito a trasportare con sé.

Il furetto dai piedi neri non va in letargo, ma nei mesi invernali è decisamente meno attivo e il tempo dedicato alla caccia è molto inferiore rispetto ai mesi caldi.

Può arrivare a trascorrere anche un’intera settimana nascosto nella sua tana senza mettere fuori nemmeno la punta del naso!

Quanto vive un furetto dai piedi neri

Le aspettative di vita del nostro piccolo amico mascherato sono pari a circa 4 anni.

Sfortunatamente è difficile che riesca a superare il primo anno e mezzo di età per via delle molteplici minacce alle quali è costantemente sottoposto.

I furetti in generale sono noti per la loro salute dai delicati equilibri e sono soggetti a innumerevoli malattie, come per esempio:

  • Il cimurro canino
  • La rabbia
  • La tularemia
  • L’influenza umana

Non bisogna dimenticare i predatori naturali, che sono:

  • Aquile reali
  • Gufi
  • Falchi
  • Poiane
  • Coyote
  • Tassi
  • Linci

Inutile dire che la sua selettività riguardo al cibo, lo rende (seppur indirettamente) estremamente vulnerabile ai danni arrecati alle colonie di cani della prateria, dai quali dipende quasi totalmente.

Curiosità

Nel 2020 nel Colorado è venuto al mondo il primo furetto dai piedi neri nato grazie alla clonazione.
Si tratta di una femmina di nome Elizabeth Ann, e ha una pagina Wikipedia tutta sua!
Grazie a lei gli scienziati potranno avere una chance in più per contrastare il rischio di estinzione di questa specie di mustelide unica.


Fonti:

Come lavare il furetto

I furetti sono animali davvero unici, dei compagni di vita fantastici.

Giocherelloni, dispettosi, dal musetto irresistibilmente adorabile e ladri di calzini, questi mustelidi domestici riempiono d’amore i cuori di moltissime persone.

Furetto domestico: carattere e prezzo

Il furetto è un animale da compagnia molto diffuso in paesi come Stati Uniti, Regno Unito ed est Europa ma negli ultimi 10 – 15 anni anche in Italia il numero dei proprietari è cresciuto, in particolare al centro-nord dove gli allevamenti amatoriali e i veterinari esperti sono più numerosi.

Possono essere di diversi colori, i mantelli più diffusi sono neri o marroni. Hanno musetti simpatici che ricordano degli orsacchiotti e corpi lunghi e stretti, zampette corte con cinque dita che sapranno usare benissimo per arrampicarsi e afferrare oggetti, soprattutto quelli proibiti.

Ma com’è avere un furetto come animale domestico?

Il verso del coniglio

Da piccoli a scuola ci insegnavano i versi dei vari animali, dal barrito dell’elefante, passando allo starnazzare delle oche, fino ad arrivare al raglio dell’asino… Ci spiegavano che ogni specie ha un suo particolare modo di comunicare con i propri simili, sennò come farebbero a capirsi tra loro?